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Osservatorio Astrofisico di Arcetri

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150 Anni fa - La relazione di Struve

un articolo della serie: 150 anni - le tappe della fondazione dell'Osservatorio di Arcetri

Il 30 settembre 1867 inizia a Berlino la seconda conferenza dell’associazione internazionale per la Misura del Grado Europeo. L'associazione si prefiggeva di coordinare gli studi per una misura geodetica del continente. L'astronomo Giovan Battista Donati, direttore dell'Osservatorio di Firenze, era membro della controparte italiana, la commissione del grado, e come tale era fra i delegati del Regno alla conferenza di Berlino. Fra i delegati dell'Impero Russo, invece, vi era Otto Wilhelm Struve (1819-1905), uno fra i più autorevoli astronomi europei, direttore di quello che era considerato l'istituto più all'avanguardia del momento, l'Osservatorio di Pulkovo vicino a San Pietroburgo.

Donati e Struve già si conoscevano. Nell’autunno del 1863, Struve aveva approfittato di un viaggio in Europa per visitare quasi tutti gli osservatori italiani. Era passato anche da Firenze, dove aveva lodato gli sforzi e i risultati di Donati, anche nel campo dei nuovi studi di astrofisica; sforzi e risultati ottenuti malgrado la scarsità di mezzi a disposizione e le cattive condizioni della Specola. Tornato dal suo viaggio, Struve redasse una relazione per il Ministro della Pubblica Istruzione dell’Impero Russo. Il giudizio sullo stato dell’astronomia italiana era impietoso:

In occasione del mio viaggio a Malta, io ho visitato quasi tutti quegli Osservatorii italiani che godono di una certa rinomanza, cioè gli Osservatorii di Palermo, di Napoli, di Roma, di Firenze, di Padova, di Milano e di Torino. A giudicarne dal numero degli Osservatorii, vi sarebbe ragione di credere che l’astronomia pratica si trova in Italia in uno stato floridissimo; ma la cosa non sta così. Al contrario, l’astronomia pratica è stata per molti anni in Italia in una completa decadenza: e non è che da poco tempo che essa incomincia un poco a svilupparvisi. Non vi è dubbio che le condizioni politiche che hanno sì lungamente travagliato l’Italia non abbiano contribuito a mantenere questo stato di cose. [...] fra tutti gli Osservatorii che ho sopra rammentato non se ne trova neppure uno nella costruzione del quale sieno state seguite quelle regole che da più di un mezzo secolo sono state riconosciute dagli scienziati come indispensabili per la buona riuscita e per l’esattezza delle osservazioni. (Traduzione in italiano in G. B. Donati, Della prossima eclisse solare e delle condizioni presenti dell’astronomia pratica in Italia, «La Nazione», 25/6/1868).

La relazione era stata pubblicata in russo nel 1864. Probabilmente Donati ne venne a conoscenza da Struve durante la conferenza di Berlino, e ne richiese una traduzione in francese. La traduzione gli fu prontamente inviata il mese successivo, e Donati iniziò ad usarla per perorare la causa del nuovo osservatorio progettato per Arcetri.

otchet

"Otchet o zagranichnom puteshestvii direktora Nikolayevskoy glavnoy observatorii"
- Relazione sui viaggi all’estero del direttore dell’Osservatorio centrale Nikolayev
- III. Osservatori astronomici in Italia
(Zhurnal Ministerstva narodnogo prosveshcheniya, 1864, 122:177–197)

Per maggiori informazioni sulla relazione di Struve e sul suo utilizzo pro-Arcetri si veda Bianchi S., Galli D., Les Observatoires astronomiques en Italie. An 1863 Report by Otto Wilhelm Struve, Nuncius 30 (2015) 195–227. Per le condizioni dell'astronomia italiana all'epoca del viaggio di Struve: Bianchi S., Galli D., Il riordino degli Osservatori astronomici all'indomani dell'unita d'Italia, Giornale di Astronomia, Volume 40/4, 2014, dicembre, pp. 35-44.