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Osservatorio Astrofisico di Arcetri

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150 Anni fa - Prendiamoci lo Ximeniano!

un articolo della serie: 150 anni - le tappe della fondazione dell'Osservatorio di Arcetri

Il 10 marzo 1868 il direttore del Museo di Fisica e Storia Naturale di Firenze, Carlo Matteucci, invia  al Ministro della Pubblica Istruzione una memoria scritta dall'avvocato Ottavio Andreucci (1800-1887), dal titolo Del così detto Istituto Ximeniano, del nuovo Osservatorio fiorentino e del loro avvenire. La memoria proponeva di destinare all'Istituto di Studi Superiori i fondi previsti dal legato Ximenes per il sostentamento di due cattedre, una di Astronomia e una di Idraulica.

Il padre gesuita Leonardo Ximenes (1716-1786), valente astronomo ed ingegnere, aveva fatto costruire  sopra l'edificio del Collegio di San Giovannino un osservatorio astronomico, ancora oggi noto come Osservatorio Ximeniano. Dopo la soppressione della Compagnia di Gesù nel 1773, il Collegio passò all'ordine degli Scolopi. Alla sua morte, Ximenes lasciò disposizioni testamentarie affinchè fossero istituite - e finanziate - le cattedre di Idraulica e di Astronomia nel Collegio. L'Osservatorio e la sua biblioteca avrebbero dovuto servire di ausilio a quegli insegnamenti. Ma la politica anticlericale del nuovo Regno d'Italia decretò la soppressione dell'istituto religioso, che il comune di Firenze trasformò in scuola municipale con una deliberazione del 29 novembre 1867.

In questa occasione, Giovan Battista Donati, direttore dell'Osservatorio di Firenze, ed il suo superiore Matteucci, commissionarono all'Avv. Andreucci uno studio storico e legale per cercare di assicurare il testamento di Ximenes all'Istituto di Studi Superiori di Firenze, in particolare per sostenere gli sforzi per la creazione del nuovo osservatorio. È in questa memoria che si fa il primo uso della Relazione dell'astronomo tedesco Otto Struve a vantaggio del Nuovo Osservatorio in progetto per la collina di Arcetri: "Dell'osservatorio Ximeniano non se ne vede fatta ricordanza in alcuna delle enciclopedie popolari, e nemmeno nel rapporto che lo insigne osservatore ed astronomo Otto Struwe indirizzava nel 1864 a M. De Galovine, ministro dell'istruzione pubblica in Russia", scriveva Andreucci, per sottolinearne la scarsa rilevanza scientifica.

Del così detto Istituto Ximeniano"

O. Andreucci, Del così detto Istituto Ximeniano, del nuovo Osservatorio fiorentino e del loro avvenire. Tipografia Eredi Botta, Firenze, 1868

Le dotte argomentazioni storiche, scientifiche, e legali di Andreucci, articolate su 37 punti e portate avanti sulle 38 pagine della memoria, non ebbero però un esito favorevole. Il Consiglio di Stato, in una adunanza dell'ottobre successivo, espresse l'avviso che si potevano sì trasferire le cattedre all'Istituto, ma che non si potevano togliere ai titolari del momento. A nulla valsero i tentativi successivi che chiedevano di rimandare le decisioni a quando le cattedre fossero diventate vacanti.

L'Osservatorio Ximeniano continuò ad esistere, anche se sempre meno dedito a studi di astronomia, quanto a quelli di geofisica e meteorologia. Retto da una Fondazione, esiste ancora oggi con tutto il suo pregevole patrimonio storico strumentale e bibliografico.

 

I documenti descritti in questa pagina sono conservati nell'Archivio del Museo Galileo (ARMU Affari 79, fascicolo 29).