Menu

Osservatorio Astrofisico di Arcetri

  • Italiano (IT)
  • English (UK)
  • facebook.png

150 Anni fa - Il Padiglione Magnetico

un articolo della serie: 150 anni - le tappe della fondazione dell'Osservatorio di Arcetri

Il 2 ottobre 1868 l'astronomo Giovan Battista Donati scrive alla Soprintendenza dell'Istituto di Studi Superiori di Firenze facendo "voti ardentissimi" affinchè il Ministero della Pubblica Istruzione dia un avvio deciso ai lavori per il nuovo Osservatorio, presentando in Parlamento una legge per la costruzione dell'Osservatorio, e decidendo sugli espropri di terreno necessari per il progetto. Nella stessa lettera, comunica che è quasi terminata la costruzione del Padiglione Magnetico nel Podere della Cappella.

La costruzione del Padiglione era stata richiesta da Donati nel giugno del 1868. L'edificio, di forma cilindrica, avrebbe dovuto servire alla collocazione di magnetografi per la registrazione delle variazioni del magnetismo terrestre, acquistati a Londra dal costrutttore Adie nel 1864. Ma lo scopo immediato del Padiglione  era di servire da base per la collocazione della cupola e del telescopio di Amici, già pronti.

Per l'edificio, Donati ebbe dal Demanio la cessione di una prima parte del Podere della Cappella, che poi fu interamente consegnato all'Osservatorio. La cessione avvenne  il 19 agosto e riguardò un piccolo appezzamento "nell’angolo superiore del D.o Podere che confina a greco col Podere Bartolommei, e a scirocco col Podere Vitolini" (terreni che verranno in parte espropriati per la costruzione dell'edificio principale dell'Osservatorio). Sull'area concessa erano presenti "un olivo, due peri, ed un piccolo pesco, e venti viti basse delle quali quattro in albero, le quali piante vanno tutte necessariamente gettate a terra". Un terreno agricolo, appunto, sul quale verranno poi lasciati crescere degli alberi - e da questi prenderà la denominazione boschetto (attualmente, vi sorge la Torre Solare). 

pianta itm 1880

Dintorni del R. Osservatorio Astronomico di Arcetri nel 1880. Il cerchio al centro è il muro circolare del Padiglione Magnetico

A fine anno viene trasportata nel Padiglione la "gran base di ferro fusa del peso di kilogrammi 2308, la quale deve servire alla Gran Macchina del rifrattore del Prof. Amici". Il telescopio risulta in stazione nella prima metà del giugno 1869. Costruito infine l'edificio principale dell'Osservatorio, cupola e telescopio verranno rimossi dal Padiglione nel 1872. Il padiglione non verrà mai utilizzato per le osservazioni magnetiche. Ancora nel 1895 esisteva presso "il boschetto [...] un antico fabbricato circolare costruito al confine Passerini”, ovvero il muro del Padiglione dove era appoggiata la cupola.

Le notizie descritte in questa pagina provengono da documenti conservati nell'Archivio dell'Università di Firenze (Soprintendenza, 1868, fasc. 123, 1894, fasc. 156) ed in quello del Museo Galileo (ARMU Affari 76, fascicolo 50).