Arcetri ieri 1872-1978

Cenni sulla storia dell'Osservatorio

L'Osservatorio di Arcetri nasce nel 1872. Sino a quel tempo l'osservatorio astronomico di Firenze era la "Specola" di via Romana, annessa al Regio Museo di Fisica e Storia Naturale voluto dal granduca Pietro Leopoldo di Lorena.
Il trasferimento dalla Specola, ritenuta non adatta a causa dei problemi di eccessiva illuminazione, alla collina di Arcetri si deve all'astronomo Giovan Battista Donati. La località di Arcetri, oltre ad essere migliore per le osservazioni, aveva anche un profondo significato simbolico. Non lontano dall'Osservatorio, si trova la villa de "Il Gioiello", ultima dimora di Galileo Galilei.
Poco dopo l'inaugurazione dell'Osservatorio Donati moriva, colto da colera durante un congresso a Vienna sulla meteorologia, e la direzione veniva affidata a Wilhem Tempel. Il nome dell'astronomo è rimasto legato ai disegni delle nebulose, tuttora conservati in Arcetri, che gli valsero nel 1879 il premio reale presso l'Accademia del Lincei.
Di non minore importanza fu la sua ricerca di nuove nebulose con il telescopio Amici I, lavoro solitario condotto in un edificio che si stava deteriorando rapidamente per gravi problemi di costruzione
Dopo la morte di Tempel (1889), l'edificio fu ricostruito e nel 1894 fu finalmente nominato un nuovo direttore, l'astronomo padovano Antonio Abetti (1846-1928). La sua figura rappresenta un punto di svolta nella storia dell'Osservatorio. Abetti ebbe il merito di far costruire ad Arcetri una nuova montatura per il telescopio equatoriale di Amici ed uno strumento di passaggi che chiamò "piccolo meridiano", cioè un telescopio montato in maniera da ruotare solo attorno ad un asse est-ovest. Antonio Abetti intuì inoltre che il mondo dell'astronomia stava cambiando grazie all'avvento delle "nuove tecnologie del tempo" quali la fotografia e i nuovi telescopi e a collaborazioni che varcavano sempre di più i confini nazionali.
Tuttavia fu soprattutto Giorgio Abetti, che nel 1921 subentrò al padre nella direzione dell'Osservatorio, a dare ad Arcetri un'impronta internazionale. Nel 1913 aveva partecipato alla spedizione geo-astronomica condotta da Filippo De Filippi in Karakorum con le mansioni di astronomo geodeta e geofisico. Decisivo per la sua formazione fu il primo viaggio che Giorgio Abetti fece nel 1908 negli Stati Uniti. Qui ebbe modo di incontrare George Ellery Hale, personalità fondamentale per la sua educazione scientifica, con il quale instaurò una stretta e proficua collaborazione che lo portò alla costruzione ad Arcetri di una torre solare di 25 metri di altezza, sul modello di quella Mount Wilson negli Stati Uniti.La Torre solare di Arcetri, una delle prime in Europa, venne inaugurata il 22 giugno del 1925 ed è stata utilizzata quasi ininterrottamente fino al 1972. Più di dodicimila immagini del sole testimoniano l'attività osservativa svolta alla Torre da Abetti e dai suoi assistenti.
Nel 1923 venne promulgata la legge istitutiva degli Osservatori astronomici come enti autonomi, tuttavia l'Osservatorio di Arcetri sarà annoverato fra quelli autonomi soltanto nel gennaio 1926.
Con Giorgio Abetti nasce una vera e propria "scuola" fiorentina: Attilio Colacevich, Guglielmo Righini, Mario Girolamo Fracastoro e Margherita Hack furono suoi allievi e, a partire dagli anni trenta, l'attività scientifica ebbe un ampio sviluppo soprattutto nell'ambito della fisica solare.
Nel 1952, l'anno della spedizione in Sudan per l'eclisse totale di sole, Giorgio Abetti ottenne che l'VIII assemblea dell'Unione Astronomica Internazionale si svolgesse a Roma, a 30 anni dalla prima. Nello stesso anno lasciava l'insegnamento e la direzione dell'Osservatorio.
Ad Abetti succederà Guglielmo Righini che, dal 1953 al 1978, anno della sua morte, si dedicherà soprattutto allo studio di nuovi metodi di indagine della corona solare, in particolar modo introducendo la radioastronomia le cui complesse tecnologie Righini aveva studiato a Cambridge. Righini inoltre organizzerà campagne osservative di eclissi utilizzando aerei in volo: ciò consentiva di prolungare artificialmente il tempo della totalità, volando nel cono di'ombra della luna.
Guglielmo Righini non esitò a inserire l'Osservatorio di Arcetri in un progetto europeo JOSO (Joint Organization for Solar Observations) il cui scopo era quello di individuare i siti di eccellenza astronomica in cui realizzare nuovi osservatori solari; inoltre aderì alla campagna internazionale che coordinava le osservazioni solari in modo da stabilire una rete in grado di sorvegliare il sole 24 ore su 24.
Nel 1978 la direzione dell'Osservatorio fu affidata a Franco Pacini che allargò ulteriormente gli interessi scientifici dell'Osservatorio, sia in campo della ricerca, galattica ed axtragalattica, sia in quello delle tecnologie astronomiche più avanzate, dando ad Arcetri un ruolo primario nell'ambito della ricerca astronomica internazionale