Le Mappe del cielo, Storia ed autori

Le mappe del cielo nacquero nei primi anni '80 per le esigenze didattiche e divulgative dell'Osservatorio Astrofisico di Arcetri. Avevamo tanto buon codice scritto in FORTRAN su VAX, da Giuseppe Forti, astronomo, e da Riccardo Andreoni, programmatore ed analista. Si trattava di programmi molto poveri, senza grafica e, soprattutto, senza interfaccia utente che, quindi, solo l'autore sapeva come utilizzare. Piero Ranfagni che allora si occupava di didattica a tempo pieno, cominciò ad utilizzare l'output di quei programmi, sotto forma di tabelle che erano difficili da spiegare e che annoiavano studenti e visitatori.

Alla fine del 1983 fu possibile avere uno dei primi personal computer: l'ormai dimenticato Olivetti M20 ; era lento, con poca memoria, ma aveva la grafica e con essa si aprivano nuove ed inesplorate possibilità. Il codice FORTRAN fu tradotto in BASIC e si costituì un informale gruppo di lavoro, cui si affiancò Luca Fini, direttore del centro di calcolo. Mentre il resto del mondo si orientava su rappresentazioni del cielo basate sulla geometria delle principali proeizioni cartografiche, noi scegliemmo di mostrare il cielo come effettivamente si vede: la sfera celeste appoggiata sul grande cerchio dell'orizzonte e ruotante attorno ad un asse che punta verso la stella polare. Questo ci causò non pochi grattacapi legati alla difficoltà di prevedere ogni situazione geografica ed alla povertà del BASIC di allora, nel quale mancavano le funzioni inverse arcoseno ed arcocoseno, costringendoci a riscrivere tutti gli algoritmi in tangente!
Dall'M20 passammo all'M24 e producemmo per "Olivetti Educational" un applicativo con il nome di ASTRONOMIA2, il Planetario, che fu distribuito per alcuni anni a partire dal 1986 ed il cui cuore era costituito dalle mappe del cielo. Da quella esperienza proviene Planetario che abbiamo sviluppato per il Comitato per la divulgazione dell'Astronomia.

Nel 1986, in occasione del passaggio della cometa di Halley, avevamo bisogno di cartine da distribuire al pubblico e, approfittando delle prime laser e del Postscript, Andreoni scrisse il programma con il quale abbiamo stampato e distribuito migliaia di mappe celesti in questi ultimi 13 anni.

Nell'aprile 1999 abbiamo deciso di mettere a disposizione di tutti la grafica vettoriale delle cartine ed ecco che il vecchio programma viene integrato in un prodotto di rete: l'interfaccia viene realizzata con un "form html", il motore "cgi" da uno script Perl che va in esecuzione su una delle macchine Sun dell'Osservatorio. Al vecchio gruppo si è aggiunto Vanni Guarnieri che, come Ranfagni nel 1983, propone di riutilizzare tanto vecchio buon codice per ottenere, questa volta in rete, moderni strumenti per la didattica dell'Astronomia.


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