Architettura del novecento a Firenze

Fonte del Testo: TCI - Firenze e Provincia - Milano 1993

(Le foto sono mie)


Questo itinerario propone una selezione degli edifici piu' interessanti costruiti nel
ventesimo secolo, limitatamente all'area urbana e ai suoi immediati dintorni. La scelta
delle opere e' basata essenzialmente su due criteri, quello del valore architettonico e
quello dell'interesse storico, che non necessariamente coincidono. 

La costruzione della biblioteca nazionale per esempio fu certo un intervento del tutto
insensibile al delicato contesto storico del quartiere di S.Croce, ma e' anche una
testimonianza interessante del gusto eclettico, specie in alcuni spazi interni.


Merita ricordare alcuni esempi dell'eclettismo di inizio secolo:

il Villino Uzielli piazza d'Azeglio 39; 

la Chiesa russa, via Leone X;

la Biblioteca Nazionale Centrale, piazza dei Cavalleggeri 1; 

singolare come esempio di "restauro" la Torre del Gallo (Arcetri).

Inoltre, alcuni edifici liberty tutti opera dell'esponente fiorentino piu' originale di questo movimento, Giovanni Michelazzi:

i villini Lampredi in Via Giano della Bella 9 e 13; 

i due villini

Ravazzini

e

Broggi-Caraceni, adiacenti, in via Scipione Ammirato 99 e 101;

la Casa-galleria, borgo Ognissanti 26.

Ridottissimo ma significativo il repertorio di opere del razionalismo italiano tra le due guerre: la Stadio Comunale, notevolmente modificato e integrato di recente;

la stazione di S.Maria Novella, con gli edifici annessi della Palazzina reale e della cabina di controllo.

Tra le tendenze architettoniche piu' interessanti del dopoguerra si evidenziano quella di Leonardo Ricci

con le ville 'wrightiane' di monte Rinaldi,

il brutalismo

del quartiere di Sorgane  (Ricci e Savioli),

l'originalissima sintesi espressiva di Giovanni Michelucci, esemplificata dalla

chiesa di S.Giovanni Battista, o dell'autostrada,

e dall'edficio delle Poste nuove.

Tra le realizzazioni che assolvono funzioni pubbliche, il palazzo dei Congressi, il ponte viadotto all'Indiano e

l'Archivio di Stato.

 

 

Roberto Baglioni