Osservatorio Astrofisico 
di Arcetri

Centro per l'Astronomia Infrarossa 
CNR

Un gruppo di astronomi dell'Osservatorio Astrofisico di Arcetri e del Centro di Astronomia Infrarossa - CNR (Roberto Maiolino, Filippo Mannucci, Carlo Baffa, Sandro Gennari e Tino Oliva)  hanno osservato l'oggetto celeste piu' lontano conosciuto, il quasar chiamato SDSS J104433.04-012502.2 alla distanza record di circa 13 miliardi di anni luce (corrispndenti ad un  redshift di 5.80). I quasar sono galassie che ospitano nel loro centro un grande buco nero della massa equivalente a milioni o anche miliardi di stelle come il Sole.  Utilizzando lo strumento di rivelazione di luce infrarossa NICS al Telescopio Nazionale Galileo, questi ricercatori hanno scoperto l'esistenza di un intenso vento proveniente dal centro della galassia, dalle regioni circostanti  al buco nero, tanto che la galassia  appare circondata da una spessa nube di gas. Questo materiale viene continuamente espulso con  velocita' superiori a 10 mila chilometri al secondo verso lo spazio intergalattico.

Le radiazioni luminose di questa galassia hanno impiegato circa 13 miliardi di anni per raggiungere noi e quindi forniscono ora l'immagine di un corpo celeste vissuto molto prima della nascita della Terra, nelle prime fasi evolutive dell'universo.  Le osservazioni degli astronomi fiorentini dimostrano che, in quell'epoca, la formazione delle galassie primitive ha influito fortemente sul mezzo circostante e, quindi, sulla successiva evoluzione dell'universo, dalla quale sono nate la nostra e gran parte delle galassie che ci circondano.

Le osservazioni sono state condotte utilizzando il telescopio nazionale Galileo di 3.5 metri di diametro sull'Isola di La Palma, costruito negli anni scorsi sotto la responsabilita' dell'Osservatorio di Padova e gestito dal Consorzio Nazionale Astronomia e Astrofisica. La scoperta verra'  pubblicata nei prossimi giorni sulla rivista europea "Astronomy and Astrophysics" e conferma l'alto livello della ricerca astronomica italiana e la competitivita' internazionale della sua strumentazione. Tali potenzialita' verranno in futuro ulteriormente sviluppatienell'ambito dell' stituto Nazionale di Astrofisica in via di costituzione come ente di ricerca del  MURST
 
 

Schema della dinamica del gas presente in questo QSO: iil gas attratto dal buco nero si dispone su un disco in rotazione vorticosa. Una parte di questo gas viene assorbito da buco nero, una parte viene espulso verso l'esterno con velocita' superiori a 10.000 km al secondo. Questo gas espulso produce un assorbimento ad una lunghezza d'onda caratteristica nella luce osservata.
 

Spettro osservato (in blu) confrontato con lo spettro medio dei QSO conosciuti (in rosso). La struttura principale e' la riga di aasorbimento indentificata con "CIV absorption". A causa dell'espansione dell'universo, molte caratteristiche interessanti degli spettri visibili e ultravioletti dei QSO vengono spostati nella banda infrarossa. Lo strumento di rivelazione infrarosso  Near Infrared Camera and Spectrograph (NICS) al telescopio Telescopio Nazionale Galileo permette lo studio delle caratteristiche spettrali "broad band" in questa regione con sensibilita' mai raggiunte. Questa scoperta combinata con altre recenti osservazioni di questo QSO tramite telescopi a raggi X su satelliti suggerisce che il gas espulso oscura l'emissione X del QSO. La quantita' di gas contenuta in questo vento e' maggiore di 5 volte la massa del Sole per anno.
 

Immagine del QSO presa al telescopio TNG alla lunghezza d'onda di 1.2 micron. Le dimensioni di questa immagine sono di circa 2 primi d'arco, 3 centesimi di grado.

L'articolo originale (in inglese) puo' essere ottenuto da questo link

Per ulteriori informazioni contattare:
Roberto Maiolino (OAA): tel: 055-2752250 (maiolino@arcetri.astro.it)
Filippo Mannucci (CAISMI-CNR): tel: 055-2752230 (filippo@arcetri.astro.it)