La Geografia Araba

I geografi munsulmani studiarono a fondo la Geografia di Claudio Tolomeo che per tutti divenne il testo base da integrare con le nuove scoperte. Il primo grande geografo munsulmano fu Hishan Ibn Al-Kalbi che visse all'inizio del IX secolo ed ebbe fama e notorietà per lo studio geografico della penisola arabica. Tuttavia, il geografo arabo più importante di questo periodo fu Muhammad Ibn Musa al-Khwarazmi, famoso matematico ed astronomo, che pubblicò un'opera di impostazione simile alla Geografia di Claudio Tolomeo, intitolata "Figura della Terra". In questo stesso secolo venne stabilito un regolare servizio di posta e le comunicazioni stradali si intensificarono. Per facilitare gli spostamenti furono pubblicati a più riprese degli atlanti stradali, ad opera dei filosofi e geografi di corte.

I secoli IX e X videro anche l'inizio della navigazione dell'Oceano indiano da parte degli Arabi. È di questo periodo la prima descrizione della Cina, basata su i racconti dei commercianti che avevano aperto là nuovi centri di scambio. Furono questi viaggi a dare origine alla leggenda di "Sinbad il marinaio" e delle "Mille ed una Notte". Nel X secolo i nuovi itinerari cominciarono ad includere anche il Volga e il Caspio e, sempre in questo periodo, vide la luce un rilevante testo di geografia in lingua persiana dal titolo, "I confini del mondo". In Persia nel secolo successivo il grande matematico al-Biruni compose altre opere geografiche importanti, tra cui la più notevole è "Il libro sulla demarcazione dei limiti e delle aree".

Il XII secolo fu caratterizzato dalla pubblicazione di libri in cui erano descritti i grandi viaggi per mare che si andavano organizzando. Molti geografi di questo periodo lavorarono in paesi occidentali, come Al-Zuhri che a Granata scrisse una famosa "Geografia". Ma il geografo più famoso di questo secolo e forse anche il più grande di tutto il medioevo, sia munsulmano che cristiano, fu Abu Abdallah al-Idrisi, nato a Ceuta nel 1101 e cresciuto alla corte normanna di Palermo. Nel XIII secolo continuarono ad apparire molte opere a carattere geografico ma, lentamente ormai, l'interesse del mondo arabo per la geografia si andava spegnendo.

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