Gli orologi e il primo esempio di produzione in serie
Si chiamava John Arnold e veniva a Londra dalla Cornovaglia, dove aveva imparato a costruire orologi. Tra le sue letture ci deve essere stato senz'altro il libretto che il Board of Longitudes volle pubblicare sui progetti degli orologi di Harrison .
Tanto per farsi conoscere regalò al Re
Giorgio III (lo stesso che aveva aiutato Harrison a ricevere il premio che
gli spettava) un orologio incastonato su di un anello. Fu forse questo regalo
a renderlo famoso nell'alta società londinese e fu senz'altro
un buon viatico per fare accettare al Board of
Longitudes un orologio marino semplificato, costruito da lui stesso.
L'orologio piacque al Board che ne ordinò degli altri, e tre di essi
navigarono con Cook, nella spedizione verso i mari
antartici nel 1772-75. Gli
orologi però non dettero una grande prova di se, per cui il Board decise
di tagliare al giovane orologiaio ogni sussidio. Arnold non si
dette per vinto, continuò a produrre orologi e nel 1779 un suo orologio
da tasca, conosciuto come il numero 36, dimostrò, durante le prove
eseguite a Greenwich, una grande precisione. Tuttavia gli orologi,
ancorché precisi, costavano troppo. Era necessario abbattere i costi di
produzione, per renderli veramente utilizzabili nella la navigazione. A questo
scopo Arnold aprì la prima fabbrica in cui si lavorava in serie e si
montavano pezzi, tutti uguali, prodotti da fornitori esterni, secondo rigidi
criteri di qualità. Già nel 1780 un orologio da marina poteva
essere pagato 80 sterline ed alcuni ancora meno.
A questo prezzo fu possibile per molti ufficiali di rotta comprarsi il proprio orologio, il che lo rese un prodotto di largo impiego a bordo delle navi di Sua Maesta Britannica e non solo di quelle.
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