Il Concilio dell'Unione

Nel 1438 si aprì a Ferrara il Concilio dell'Unione che, nell'intenzione dei suoi promotori, doveva servire a gettare un ponte tra la Chiesa d'oriente e quella di occidente, anche in vista della forte pressione esercitata dai Turchi sulla città di Costantinopoli. In seguito sarà possibile apprezzare quale grande importanza questo evento abbia avuto nella storia della nostra cultura. L'apertura del Concilio era attesa con trepidazione degli umanisti i quali si aspettavano che la delegazione proveniente da Costantinopoli portasse chissà quali importanti manoscritti di argomento non solo filosofico ma anche scientifico. Quando nel 39 il Concilio si trasferì a Firenze, esso venne accolto in città dal cancelliere della repubblica, Leonardo Bruni, con un discorso in greco.

Patriarca Giuseppe della Chiesa d'oriente al suo arrivo a Firenze (Dagli affreschi di Benozzo Gozzoli in palazzo Medici Riccardi a Firenze)

Anche se i frutti del Concilio sull'argomento dell'incontro delle Chiese furono piuttosto effimeri, dal punto di vista culturale il Concilio ebbe una grandissima influenza. Si narra che Cosimo il Vecchio ascoltando le lezioni del grande Gemisto Pletone abbia deciso di fondare nella villa di Careggi l'accademia Platonica. Il Pletone non parlava solo delle contrapposizioni esistenti tra la filosofia di Platone e di Aristotele, i suoi interessi toccavano anche la geografia; infatti conosceva bene la Geografia di Claudio Tolomeo ed aveva una predilezione particolare per Strabone.

Giovanni VII paleologo, sovrano dell'Impero Romano d'oriente (Dagli affreschi di Benozzo Gozzoli in palazzo Medici Riccardi a Firenze).

Durante il Concilio si presentarono a Firenze anche singolari personaggi come quel Niccolò de' Conti che si era dovuto convertire alla fede islamica durante un lunghissimo viaggio in oriente e in Egitto per salvare se e la propria famiglia. Partendo da Damasco Niccolò de' Conti aveva attraversato l'India e la Birmania, per poi toccare il Borneo, Giava e Sumatra. Sempre nello stesso periodo arrivò a Firenze anche una delegazione di Etiopi per parlare con il Pontefice che in quel periodo risiedeva in Santa Maria Novella. Tutte queste informazioni furono condensate nel portolano numero 1 conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e il mappamondo di Fra Mauro Camaldolese, datato 1459, conservato presso la biblioteca Marciana di Venezia e che si trova in copia presso il Museo di Storia della Scienza a Firenze.

Dunque il Concilio dell'Unione fu, per la cultura occidentale, un importante momento di incontro tra la cultura medioevale e quella orientale ed ellenistica. Contemporaneamente, almeno per quanto riguarda la Geografia, fu possibile arricchire i testi con nuove informazioni prevenienti dai viaggiatori che il Concilio aveva richiamato a Firenze. Frutto di questa elaborazione culturale sarà il supporto teorico dato da Maestro Paolo alla grande impresa di Colombo.

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