A Firenze si studia il greco

Nel 1397 accade un fatto importantissimo nella storia della cultura fiorentina: giunge a Firenze, da Costantinopoli, Emanuele Crisolora, appositamente chiamato per insegnare il greco nello "studio" fiorentino, cioè in quella che era allora l"università" della città. Questo accadeva per espressa volontà di un grande cancelliere della repubblica fiorentina: Coluccio Salutati.

Ritratto di Coluccio Salutati
Firenze, Biblioteca Laurenziana.

Grazie al Crisolora gli studiosi fiorentini furono in grado di leggere i grandi autori greci direttamente, senza dover ricorrere a traduzioni latine e quindi furono anche capaci di apprezzare meglio la Geografia di Claudio Tolomeo, potendola consultare sia direttamente sia attraverso la traduzione che il Crisolora ne fece, durante la sua permanenza a Firenze.

Ritratto fantastico di Claudio Tolomeo in una traduzione latina
della "Geografia" conservata a Firenze nella Biblioteca Laurenziana

Crisolora non terminò il suo lavoro, che fu invece completato dai suoi allievi come Iacopo Angeli e Leonardo Bruni. Il testo di Tolomeo era molto più preciso dei riassunti latini ed era molto più ricco di carte geografiche. La scoperta della Geografia di Tolomeo costituì la fonte di conoscenze geografiche originali, che era mancata a Petrarca e Boccaccio, nelle loro compilazioni geografiche.

Per tornare alla pagina di provenienza usare il bottone back del browser

[indietro] [indice] [avanti]