Firenze e la Geografia nel XV secolo

Firenze, alla fine del trecento, era già un grande centro commerciale e, di conseguenza, aveva sviluppato un grande interesse negli studi geografici, che erano indispensabili sia per l'attivita' commerciale che per quella bancaria strettamente connessa. La cultura, in questo periodo, conobbe un importante rinnovamento, divennero disponibili, o furono letti con maggiore attenzione, libri che il medioevo aveva trascurato. Avvenne soprattutto un cambiamento di metodo, seguendo la strada indicata da Petrarca e Boccaccio. Furono studiati i testi antichi con un nuovo senso critico, la cultura del tempo fu messa in discussione ed analizzata, confrontandola con la parola scritta. Si cercò di fare un'analisi filologica dei testi per valutarne il significato, in rapporto con la cultura del periodo in cui questi erano stati scritti. Questo processo fu facilitato dal fatto che, allora, non vi era separazione tra cultura letteraria e scientifica e quindi la scienza antica veniva studiata e commentata da persone che avevano una grande dimestichezza con i testi latini, e che in seguito impararono anche a leggere il greco.

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