Il disastro delle Scilly
Sir Clowdisley Shovell, al comando della propria flotta, stava tornando vittorioso verso Londra dopo alcune schermaglie con le navi francesi dalle parti di Gibilterra. Era il mese di Ottobre del 1707. In base alle valutazioni del punto stimato, tutti gli ufficiali di rotta erano d'accordo con l'ammiraglio che la flotta si trovasse ad Ovest dell'isola di Ouessant, una delle isole al largo della Bretagna, ed era convinzione generale che le navi fossero in acque profonde e quindi al sicuro. Purtroppo cadde la nebbia, e le navi furono costrette a muoversi senza che le vedette potessero scorgere eventuali pericoli. I calcoli erano sbagliati, le navi erano pericolosamente vicine alle isole Scilly, contro le quali andarono ad urtare nella notte del 22 Ottobre.
Di una flotta di cinque navi da guerra, ne affondarono quattro portando negli abissi migliaia di uomini. Due persone si salvarono, una di queste fu proprio l'ammiraglio che, mentre guadagnava con fatica la riva, senz'altro avrà pensato a quel marinaio che aveva fatto impiccare il giorno prima. Quel marinaio aveva osato, per proprio conto, calcolare la posizione delle navi ed essendosi convinto che esse fossero pericolosamente vicine alla costa, aveva avvertito l'ammiraglio. L'ammiraglio, applicando le regole della marineria militare inglese, lo aveva fatto immediatamente impiccare, infatti nelle regole di ingaggio era esplicitamente proibito ai marinai di rilevare la posizione delle navi. Una volta giunto a riva, l'ammiraglio venne ucciso da una contadina del luogo, innamorata perdutamente dell'anello di smeraldo che Shovell portava al dito. Ma questo si seppe solo quando la stessa contadina, presa dal rimorso confessò, in punto di morte, il delitto al suo Pastore, portando in prova l'anello rubato all'ammiraglio.
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