Un po' di fortuna non guasta..........

Sestante e carta nautica degli inizi del XIX secolo

Nella livida e fredda mattinata del 17 Dicembre 1837 il capitano della Marina Statunitense Thomas H. Sumner era estremamente preoccupato. Proveniva da Charleston (Stati Uniti) ed era diretto a Greenoch (Gran Bretagna). Dopo una lunga traversata atlantica e vari giorni di cattivo tempo, si aspettava di trovarsi nei pressi della costa irlandese, in una zona estremamente pericolosa per la navigazione, all'imbocco del canale di S. Giorgio. Ma come esserne sicuro? Per giorni aveva scrutato il cielo alla ricerca di un astro per determinare la sua posizione, ma il cielo era rimasto ostinatamente nuvoloso e non aveva potuto osservare nè le stelle, nè la Luna, nè il Sole. Improvvisamente, da uno squarcio delle nubi, apparve il Sole e Sumner non si fece trovare impreparato: prese il sestante e misurò l'altezza del Sole. Nell'istante in cui il suo cronometro indicava le ore 10:30 di tempo di Greenwich, il lembo inferiore del Sole risultò essere 12° 02' sull'orizzonte marino.
Poi il cielo tornò a coprirsi e Sumner si mise a pensare a cosa fare con quell'unico dato. Tenendo conto dell'ultima posizione misurata e della velocità della nave, stimava ragionevolmente di essere in un punto di coordinate 51° 37' Nord e 6° 40' Ovest. Utilizzò la latitudine stimata e l'altezza misurata per calcolare la longitudine. Risultò essere ad Est del punto stimato, ma poteva essere sicuro? Se la latitudine stimata fosse stata errata dove poteva trovarsi con quell'altezza misurata del Sole? Più ad Est o più ad Ovest? La zona pericolosa iniziava a latitudine leggermente superiore a quella stimata; rifece allora i calcoli, sempre utilizzando la stessa altezza, ma con altri due valori di latitudine, aumentati di 10' e 20' rispetto al valore stimato.

La prima retta di altezza calcolata dal capitano Sumner.

Riportò i tre punti sulla carta nautica e, con sua grande sorpresa, si accorse che stavano tutti e tre su una retta che, per pura fortuna, puntava sul fanale di Smalls, una guida sicura per arrivare a destinazione. Per una conferma all'idea che gli era balenata in mente, cambiò rotta, dirigendo per ENE (Est Nord Est), lungo la retta disegnata e, poco dopo, il fanale di Smalls gli apparve effettivamente di prua.
Un caso? L'idea che gli era balenata in mente era piuttosto semplice: nell'istante in cui aveva osservato il Sole, qualunque osservatore ne avesse misurato la stessa altezza, si doveva necessariamente trovare proprio su quella retta, su cui giacevano i punti da lui calcolati. La sua nave doveva quindi trovarsi su uno qualunque dei punti di tale retta che, per puro caso, era diretta verso il fanale di Smalls.
Nel 1843 il capitano Sumner pubblicò a Boston un opuscolo con il racconto della sua avventura e le sue considerazioni. Egli aveva scoperto, sperimentalmente, le rette di altezza. Nel 1875 il capitano Marcq Saint-Hilaire perfezionò ulteriormente questo metodo, che permetteva di trovare la posizione della nave con almeno due misure di altezza e di tempo di un astro qualsiasi. Tutte le altre tecniche per calcolare in mare latitudine e longitudine, passarono in secondo piano proprio perchè fornivano solo l'una o l'altra delle coordinate, o richiedevano momenti particolari del giorno o della notte, od ancora particolari corpi celesti.

Il punto nave calcolato con cinque rette di altezza

Come ebbe a dire l'astronomo M. Yvon Villarceau, incominciò allora una nuova navigazione astronomica, affascinante e di affidamento, che aveva bisogno solo di un buon sestante, un preciso orologio e delle effemeridi astronomiche.

L'occorrente per la navigazione astronomica, raccomandato agli ufficiali
americani nel 1939, non è diverso da quello usato oggi.

La navigazione astronomica viene studiata ancora, nonostante che siano oggi disponibili metodi ben più potenti e sofisticati, perchè ha l'insostituibile vantaggio di funzionare sempre, anche durante un guasto elettrico a bordo o, peggio, durante un naufragio.
In questo secolo non è cambiato sostanzialmente niente, nè la teoria nè la tecnica, si è solo automatizzato il calcolo ed il disegno delle rette di altezza e ridotte al minimo le possibilità di errore.

Ulteriori informazioni sull'insegnamento della navigazione astronomica in questi siti:

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